Riflessione di uno "toccato" dalla Bellezza
di Paride Petrocchi
Questo è uno sfogo, lo ammetto e lo premetto. Però è uno sfogo inevitabile, non farlo sarebbe stato un tradimento nei confronti della bellezza di cui sono stato testimone, perché sinceramente "dalla bellezza non so come difendermi".
Tutto è successo
poche ore fa, stavo buttando giù l’articolo che avevo programmato: un seguito
di Insieme ma soli. Chiudo per un
attimo gli occhi, respiro a fondo per raccogliere le idee e la mia memoria mi
tradisce, invece di rimanere concentrata sul pezzo, decide di vagare e di
fermarsi ai volti, ai sorrisi, ai silenzi dei ragazzi incontrati a Loreto,
durante il ritiro di Quaresima. Vedo la loro
curiosità,
la loro timidezza, i loro gesti, sono i loro gesti ma sono i gesti di tanti
altri ragazzi; giovani tanto simili ma, allo stesso tempo, tanto diversi tra
loro. Ma il mio stupore è per i loro sorrisi, non sono semplici sorrisi, sono
sorrisi felici. Ecco la mia attenzione è tutta concentrata lì: sulla loro
felicità.



