Si potrebbero fare
moltissime e diverse riflessioni, sul verbo "andare", ma dal primo
momento in cui ho iniziato a rifletterci ho sentito una sensazione di paura e
solitudine. È strano, ma mi sono sentito come quando iniziai a pedalare senza
le rotelle per la prima volta. All'inizio era tutto meraviglioso, mi sentivo
forte e protetto, perché dietro di me c'erano i miei genitori che mi tenevano
il seggiolino per non farmi vacillare, ma all'improvviso mi girai sorridente e
vidi che le loro mani non mi reggevano più, e per la paura mi bloccai. Mi
sorpresi, quella volta, di non cadere, perché con un balzo mio padre mi aveva
preso al volo. È proprio da questo ricordo che voglio far partire la mia
riflessione.
Per la mia modesta
opinione ci sono tre categorie di verbi: ci sono quelli usati per descrivere
l'avvicinamento a Dio, l'incontro con Dio e infine il cammino con Dio. Credo
che il mio verbo "andare" appartenga al terzo gruppo. Nel Vangelo, o
per mia sbadataggine o per mia ignoranza, non mi è mai sembrato, o quasi, di
sentire il verbo andare, senza che ci sia stato prima un'incontro con il
Signore. Per questo per poter iniziare a scrivere devo dare per scontato che tu
che leggi, hai già fatto il tuo incontro personale con Dio, ma posso
scommettere che se sei qui, su questo blog, significa che qualcosa deve essere
successo. «Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non si sa da dove
viene né dove va: così è chiunque nato dallo Spirito» (Gv 3,8). Qui è Gesù
stesso che parla, mentre spiega a Nicodèmo, chi è colui che è nato dallo
Spirito, da questo passo di Giovanni, ho iniziato a riflettere se il mio
incontro con Dio sia stato o no, un incontro vero con il Signore.
Per capirlo, ho analizzato il mio modo di vivere la vita, mi sono accoro che come quando ho iniziato a pedalare senza rotelle, ora mi ritrovavo a vivere la mia vita con Lui e tutto mi sembrava meraviglioso: «il regno dei cieli è simile un tesoro nascosto nel campo, un uomo lo trova; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo» (Mt 13,44). È proprio così, quando si "va", dopo aver incontrato Dio, si è pieni di gioia, ed è semplice da capire, perché quando si trova un tesoro, ovviamente si è felici, chi non lo sarebbe, ma, come i miei genitori, il Signore ci lascia pedalare da soli, anche se soli non lo saremo mai perché Lui, come un padre premuroso, è sempre al nostro fianco per sostenerci.
Per capirlo, ho analizzato il mio modo di vivere la vita, mi sono accoro che come quando ho iniziato a pedalare senza rotelle, ora mi ritrovavo a vivere la mia vita con Lui e tutto mi sembrava meraviglioso: «il regno dei cieli è simile un tesoro nascosto nel campo, un uomo lo trova; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo» (Mt 13,44). È proprio così, quando si "va", dopo aver incontrato Dio, si è pieni di gioia, ed è semplice da capire, perché quando si trova un tesoro, ovviamente si è felici, chi non lo sarebbe, ma, come i miei genitori, il Signore ci lascia pedalare da soli, anche se soli non lo saremo mai perché Lui, come un padre premuroso, è sempre al nostro fianco per sostenerci.
Ora mi sorge
spontanea un'altra domanda: Perché Signore ci fai questo? Perché non continui a
reggermi? Perché ci mandi come agnelli in mezzo ai lupi? "Andate in tutto
il mondo a proclamare il Vangelo ad ogni creatura" (Mc 16,15). Tutta
questa gioia dell'incontro con Dio è festa, non dobbiamo tenerci tutto questo
solo per noi, dobbiamo andare a proclamare la gioia del Signore, dobbiamo
essere mezzo della Sua Parola, come il vento, riprendendo il passi di Giovanni,
dobbiamo farci recipiente di essa e diffonderla senza sapere dove andrà e dove
germoglierà.
Questo è ciò su cui ho voluto concentrare la mia riflessione,
forse ho trascurato aspetti importanti o affrontato superficialmente questioni
molto impegnative, ma secondo me, se accostiamo a Dio la parola
"andare" non possiamo far altro che parlare di Gioia. A questo punto,
credo sia inevitabile concludere citando colui, che della Gioia del Vangelo si
è fatto bandiera: "Non posso immaginare un cristiano che non sappia
sorridere. Cerchiamo di dare una testimonianza gioiosa della nostra fede."
(Papa Francesco)
Nessun commento:
Posta un commento
Lasciate un commento