sabato 5 aprile 2014

Andiamo anche noi a morire con lui!

di fra Damiano Angelucci


Dal Vangelo secondo Giovanni (11,1-45) - V° Domenica di Quaresima
Era allora malato un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella. Maria era quella che aveva cosparso di olio profumato il Signore e gli aveva asciugato i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dirgli: «Signore, ecco, il tuo amico è malato». All'udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non è per la morte, ma per la gloria di Dio, perché per essa il Figlio di Dio venga glorificato»... 

COMMENTO
Mi colpiscono nel Vangelo della “rianimazione” di Lazzaro proprio le parole di Tommaso, detto il gemello (Didimo): “andiamo anche noi a morire con lui!”. Nel Vangelo di Giovanni spesso i dialoghi sono intessuti di equivoci che svelano gradualmente il vero senso.

mercoledì 2 aprile 2014

Insieme ma soli: online o offline?

di Paride Petrocchi


7 ore e mezza, o meglio 450 minuti, o meglio ancora 27000 secondi. Il tempo che, in media, noi passiamo davanti ad uno schermo durante la nostra giornata. La metà del tempo in cui siamo svegli, siamo “online”; l'altra metà della giornata, invece, la passiamo “off line”, utilizzando la terminologia di Bauman. Ognuno di noi è come se conducesse una doppia vita, di cui i confini non sono volutamente netti. Ricordate la “bolla” del capitolo precedente? Noi entriamo ed usciamo da questa bolla senza renderci conto di ciò, con una naturalezza che spaventa. Il punto critico di questa costante e drammatica oscillazione è la mancanza netta di confini tra il mondo “off line” ed “online” e la conseguente confusione tra queste due dimensioni.

venerdì 28 marzo 2014

La luce splende nelle tenebre dell’umana cecità

di fra Damiano Angelucci


Dal Vangelo secondo Giovanni (9,1-41) - IV° Domenica di Quaresima
In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo». Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa “Inviato”. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva...

COMMENTO
Primo momento della veglia pasquale, madre di tutte le veglie, è giustamente la liturgia della luce; nella notte del prossimo 19 aprile per tre volte l'acclamazione "Cristo luce del mondo!" ci esorterà ad abbandonare il buio dell’ignoranza e del peccato. Tuttavia in questa quarta Domenica di Quaresima l’episodio del cieco nato anticipa e preannuncia il grande bagliore della luce pasquale di Cristo risorto. Al centro della scena c’è Gesù e un uomo che mendicava il suo vivere quotidiano e che senza nulla chiedere riceve il tocco benefico di Gesù, cominciando a vedere per la prima volta in vita sua. Al Messia è sufficiente fare del fango mescolando della terra con la sua saliva, spalmarlo sugli occhi del cieco e inviarlo lavarsi nella piscina di Siloe (Inviato); tanto poco basta perché è il fango dell’umanità decaduta nel peccato, ma assunta dal Figlio di Dio, ad essere capace di guarire

mercoledì 26 marzo 2014

La Parola di Gesù e la nostra preghiera.

di fra Giuseppe Bartolozzi


Nell’ultimo incontro abbiamo considerato l’umanità di Gesù come la via indispensabile per incontrare il Dio vivente poiché Gesù è il Rivelatore del Padre: “Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre: mostraci il Padre? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico non le dico da me, ma il Padre che è in me compie le sue opere. Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me”(Gv 14, 8-11). Richiamando l’episodio evangelico che abbiamo proposto all’inizio della scuola di preghiera, cioè quello che in cui vediamo Maria seduta ai piedi di Gesù la quale rivolge esclusivamente a lui la sua attenzione (cf. Lc 10, 38-42), vogliamo insistere sul fatto che il silenzio, condizione indispensabile per la nostra preghiera, non significa semplicemente tacere e far tacere tutto ciò che ci distrae fuori di noi e dentro di noi: significa, soprattutto, ascoltare la Parola di Gesù la quale è “Parola di Vita”(Fil 2, 16), “Parola di salvezza”(At 13, 26); “accoglierla”(Mc 4, 20), “custodirla”(Lc, 8, 15; Gv 8, 51; 14, 23; 15, 20).

domenica 23 marzo 2014

Gesù salva gratis, ma non per forza.

di fra Damiano Angelucci


Dal Vangelo secondo Giovanni (4,5-42) - III° Domenica di Quaresima
Giunse pertanto ad una città della Samaria chiamata Sicàr, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c'era il pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, stanco del viaggio, sedeva presso il pozzo. Era verso mezzogiorno. Arrivò intanto una donna di Samaria ad attingere acqua. Le disse Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli infatti erano andati in città a far provvista di cibi. Ma la Samaritana gli disse: «Come mai tu, che sei Giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?»...

COMMENTO
La sete di Gesù al pozzo di Giacobbe ha tutta l’aria di non essere un pretesto, una scusa per "attaccare bottone" e convertire la tipa samaritana, ma appare una sete reale, l’emergenza di un bisogno primario. Il fatto è che nel corso del dialogo la samaritana avverte nel cuore una sete di tipo diverso, potremmo dire un bisogno ancor più primario, la sete cioè di verità e di salvezza: "la donna allora lasciò la brocca e corse in città e disse alla gente «venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Non sarà il Messia?»" (Gv 4,29). 

La donna era venuta anche lei per prendere un po' d'acqua con la sua brocca ma poi nel corso del dialogo si è accorta che c'è un di più che va oltre le esigenze materiali, si è accorta che nella sua vita c'era qualcosa che non andava: "hai avuto cinque mariti e quello che hai adesso non è tuo marito"; a tal punto che questa donna lascia lì la sua brocca e corre ad annunciare l'avvenimento ai suoi compaesani. Forse la dimentica, forse la lascia volutamente per arrivare più veloce in paese; in ogni caso il suo cuore è preso!

giovedì 20 marzo 2014

Risonanze dal Ritiro di Quaresima


Ricorda i momenti forti perché ti aiuteranno nei momenti difficili. Sicuramente questo ritiro è stato un momento veramente forte che non scorderò facilmente, ma la cosa che mi ha colpito maggiormente è stata quando a Loreto abbiamo fatto l‘adorazione alla croce,quando ci siamo chinati davanti alla croce e abbiamo contemplato la bellezza di Gesù in quell’istante ho sentito vicinissima la presenza di Dio. (Chiara Coppari)