CENTRO FRANCESCANO


Il Convento del Santissimo Salvatore in Colpersito di San Severino Marche ha alle spalle una lunghissima storia francescana che lo lega addirittura a san Francesco stesso, al punto che, unico caso tra i luoghi francescani delle Marche, viene citato per due volte dalle fonti biografiche più antiche in riferimento a due significativi eventi della vita del Santo. 

(Veduta panoramica del Convento di Colpersito)

Il primo riguarda la storia della pecorella consegnata dal Santo alle religiose che abitavano in quel luogo (Tommaso da Celano, Vita prima 77-78).

(formella della Tavola Bardi in Santa Croce di Firenze, raffigurante l'episodio di 
Francesco che salva la pecorella che sarà poi consegnate alle donne religiose di Colpersito)

Dalla Vita prima di Tommaso da Celano (FF 456)
Attraversando una volta la Marca d’Ancona, dopo aver predicato la parola del Signore nella stessa città, e dirigendosi verso Osimo, in compagnia di frate Paolo, che aveva eletto ministro di tutti i frati di quella provincia, incontrò nella campagna un pastore, che pascolava il suo gregge di montoni e di capre. In mezzo al numeroso branco c’era una sola pecorella, che tutta quieta e umile brucava l’erba. Appena la vide, il beato Francesco si fermò e, addoloratosi in cuor suo, disse tra i lamenti al frate che lo accompagnava: «Vedi quella pecorella sola e mite tra i caproni? Il Signore nostro Gesù Cristo, proprio così doveva camminare, mite e umile, circondato dai farisei e i principi dei sacerdoti. Per questo ti prego, figlio mio, per amore di lui, sii anche tu pieno di compassione per questa pecorella; compriamola e portiamola via da queste capre e da questi caproni».
Frate Paolo ammirando la sua pietà, cominciò a sentire commozione anche lui. Ma non possedendo altro che le due ruvide tonache di cui erano vestiti, non sapevano come effettuare l’acquisto; ed ecco sopraggiungere un mercante e offrir loro il prezzo desiderato. Ed essi, ringraziandone Dio, presa con sé la pecorella, proseguendo il viaggio giunsero a Osimo e si presentarono al vescovo della città, che li accolse con grande riverenza. Non seppe però celare la sua sorpresa nel vedersi davanti quella pecorella che l’uomo di Dio si tirava dietro con tanto affetto. Appena tuttavia il servo del Signore gli ebbe raccontato una lunga parabola circa la pecora, il vescovo, tutto compunto davanti alla purezza e semplicità di cuore del servo di Dio, ne ringraziò il Signore. Il giorno dopo, uscito dalla città, Francesco pensava che cosa fare della pecorella e, per suggerimento del frate che l’accompagnava, l’affidò alle cure delle ancelle di Cristo in un chiostro presso San Severino, che l’accolsero con grande gioia come un dono di Dio; ne ebbero amorosa cura per lungo tempo, e poi con la sua lana tesserono una tonaca che mandarono al beato padre Francesco mentre teneva un capitolo alla Porziuncola. Il santo l’accolse con devozione e festosamente si stringeva la tonaca al cuore e la baciava, invitando tutti ad allietarsi con lui.


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Il secondo episodio ambientato nel convento di Colpersito è relativo alla conversione del “Re dei versi” al quale Francesco darà il nome di fra Pacifico (Tommaso da Celano, Vita seconda 106 e Bonaventura, Leggenda maggiore 4,9) che, secondo la tradizione, sarà il compositore della musica con la quale i frati solevano cantare il famoso Cantico di frate Sole composto da Francesco (cf. CompAss 83-84). 

(Dal fumetto su Il Re dei versi di fra Fabio Furiasse)

Dalla Vita seconda di Tommaso da Celano (FF 693)
Vi era nella Marca di Ancona un secolare che, dimentico di sé e del tutto all’oscuro di Dio, si era completamente prostituito alla vanità. Era chiamato «il re dei versi», perché era il più rinomato dei cantori frivoli ed egli stesso autore di canzoni mondane. In breve, la gloria del mondo lo aveva talmente reso famoso, che era stato incoronato dall’imperatore nel modo più sfarzoso. Mentre camminava così avvolto nelle tenebre e si tirava addosso il castigo avvinto nei lacci della vanità, la pietà divina, mossa a compassione, pensò di richiamare il misero, perché non perisse, lui che giaceva prostrato a terra. Per disposizione della Provvidenza divina, si incontrarono, lui e Francesco, presso un certo monastero di povere recluse [San Salvatore in Colpersito, cf. FF 1078-79]. Il padre vi si era recato per far visita alle figlie con i suoi compagni, mentre l’altro era venuto a casa di una sua parente con molti amici. La mano di Dio si posò su di lui, e vide proprio con i suoi occhi corporei Francesco segnato in forma di croce da due spade, messe a traverso, molto splendenti: l’una si stendeva dalla testa ai piedi; l’altra, trasversale, da una mano all’altra, all’altezza del petto. Personalmente non conosceva il beato Francesco; ma dopo un così notevole prodigio, subito lo riconobbe. Pieno di stupore, all’istante cominciò a proporsi una vita migliore, pur rinviandone l’adempimento al futuro. Ma il padre, quando iniziò a predicare davanti a tutti, rivolse contro di lui la spada della parola di Dio. Poi, in disparte, lo ammonì con dolcezza intorno alla vanità e al disprezzo del mondo, e infine lo colpì al cuore minacciandogli il giudizio divino. L’altro, senza frapporre indugi, rispose: «Che bisogno c’è di aggiungere altro? Veniamo ai fatti. Toglimi dagli uomini e rendimi al grande Imperatore!».
Il giorno seguente, il santo lo vestì dell’abito e lo chiamò frate Pacifico, per averlo ricondotto alla pace del Signore. E tanto più numerosi furono quelli che rimasero edificati dalla sua conversione, quanto maggiore era stata la turba dei compagni di vanità. Godendo della compagnia del padre, frate Pacifico cominciò a esperimentare dolcezze che non aveva ancora provate. Infatti poté un’altra volta vedere ciò che rimaneva nascosto agli altri: poco dopo scorse sulla fronte di Francesco un grande segno di Tau che, ornato di cerchietti multicolori, presentava la bellezza del pavone.


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La collocazione di questi due suggestivi episodi della vita del Santo di Assisi proprio nel convento di Colperisto, ne fa di diritto, sotto il profilo storico, il convento francescano più importante di tutta la Regione marchigiana, per cui in tale luogo, a partire dal settembre 2019, - anno in cui celebriamo gli 800 anni del passaggio di san Francesco nelle Marche - è iniziato il progetto di un CENTRO DI ESPERIENZA E DI FORMAZIONE FRANCESCANA.


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Il convento ad oggi si presenta come un suggestivo luogo francescano, in cui la storia trasuda dalle antiche pietre (la struttura risale al sec. XI) e dal volto vivo del magnifico crocifisso ligneo che domina la chiesa: piccolo nelle dimensioni eppure con diverse strutture recettive e un bel verde intorno, permette di offrire quel clima semplice, sereno e autentico che ha reso famosi i nostri conventi cappuccini. 


                                                (L'antichissimo crocifisso ligneo dal volto vivo che domina la chiesa)

Due sono gli orientamenti portanti di questo progetto: 

1 - fare del nostro convento un luogo di vita francescana, cioè un luogo di vita evangelica vissuta primariamente tra di noi frati e di accoglienza per coloro che verranno a contatto con noi. Vorremo  “provare” e “fra provare” il gusto francescano della vita. La preghiera e dimensione contemplativa, il valore della fraternità e dell’accoglienza, il servizio al popolo e ai poveri in maniera particolare, saranno i cardini di questa nuova esperienza. 

2 - offrire delle iniziative precise di formazione francescana. Si tratterà cioè di proporre incontri, catechesi, ritiri spirituali, giornate di studio e di approfondimento della grande tradizione testuale ed esperienziale del francescanesimo, e, in particolare, della vicenda e degli scritti di Francesco d’Assisi. I destinatari potranno essere tutti coloro che sono desiderosi di conoscere meglio la straordinaria ricchezza e bellezza evangelico-francescana. 



Vi presentiamo le nostre prime iniziative


FRANCESCO: UN ALTRO VOLTO 
Incontri di approfondimento della figura di Francesco d'Assisi e della sua spiritualità, guidate da fra Pietro Maranesi responsabile della Licenza in studi francescani all'Istituto teologico di Assisi.




PREGHIERA SEMPLICE
Incontri di preghiera a partire dalla figura di San Francesco d'Assisi:





Tutti coloro che sono interessati alle iniziative del centro 
possono usufruire dei seguenti CONTATTI:

Tel: 0733.638126 - 3479490137
Mail: colpersito@gmail.com
Facebook e canale youtube: Centro di esperienza e di formazione francescana




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