La preghiera è una cosa semplice, ma questo fatto non esclude il bisogno di un’iniziazione. Anzi, direi che è la semplicità stessa ad esigerlo. Infatti la spontaneità, l’immediatezza e la semplicità (qualità imprescindibili nella vera preghiera) non si trovano all’inizio, ma piuttosto al termine del nostro cammino umano e spirituale. E questo è vero in tutti i campi: la pattinatrice che piroetta con grazie e perfezione, sul vostro schermo televisivo, si è allenata per dieci anni, ogni giorno per cinque ore, estate e inverno. Pensate al teatro: un giorno assistendo con alcuni amici ad un’opera lirica italiana, avevamo notato che gli attori più naturali, più veri, quelli che quasi non sembravano recitare, erano i più anziani; ai primi dieci anni di studio intenso al conservatorio si erano aggiunti trent’anni di palcoscenico. Per riuscire a fare cosa? Ad essere totalmente semplici e spontanei. Possiamo senz’altro affermare che la naturalezza è un traguardo del cammino umano.
martedì 17 dicembre 2013
La preghiera è una cosa semplice!
La preghiera è una cosa semplice, ma questo fatto non esclude il bisogno di un’iniziazione. Anzi, direi che è la semplicità stessa ad esigerlo. Infatti la spontaneità, l’immediatezza e la semplicità (qualità imprescindibili nella vera preghiera) non si trovano all’inizio, ma piuttosto al termine del nostro cammino umano e spirituale. E questo è vero in tutti i campi: la pattinatrice che piroetta con grazie e perfezione, sul vostro schermo televisivo, si è allenata per dieci anni, ogni giorno per cinque ore, estate e inverno. Pensate al teatro: un giorno assistendo con alcuni amici ad un’opera lirica italiana, avevamo notato che gli attori più naturali, più veri, quelli che quasi non sembravano recitare, erano i più anziani; ai primi dieci anni di studio intenso al conservatorio si erano aggiunti trent’anni di palcoscenico. Per riuscire a fare cosa? Ad essere totalmente semplici e spontanei. Possiamo senz’altro affermare che la naturalezza è un traguardo del cammino umano.
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sabato 14 dicembre 2013
Segni Credibili Di Gioia Nuova
di fra Damiano Angelucci
Dal Vangelo secondo Matteo ( Mt 11,2-11 ) - III° Domenica di Avvento
che preparerà la tua via davanti a te.
In verità vi dico: tra i nati di donna non è sorto uno più grande di Giovanni il Battista; tuttavia il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui.
Dal Vangelo secondo Matteo ( Mt 11,2-11 ) - III° Domenica di Avvento
Giovanni intanto, che era in carcere, avendo sentito parlare delle
opere del Cristo, mandò a dirgli per mezzo dei suoi discepoli: «Sei
tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro?». Gesù
rispose: «Andate e riferite a Giovanni ciò che voi udite e vedete: I
ciechi ricuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti,
i sordi riacquistano l'udito, i morti risuscitano, ai poveri è predicata la
buona novella, e beato colui che non si scandalizza di me». Mentre
questi se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa
siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Che
cosa dunque siete andati a vedere? Un uomo avvolto in morbide vesti? Coloro che
portano morbide vesti stanno nei palazzi dei re! E allora, che
cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, vi dico, anche più di un profeta. Egli
è colui, del quale sta scritto:
Ecco, io mando davanti a te il mio messaggeroche preparerà la tua via davanti a te.
In verità vi dico: tra i nati di donna non è sorto uno più grande di Giovanni il Battista; tuttavia il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui.
COMMENTO
La
piena conoscenza della persona di Cristo rimane incolmabile anche per Giovanni
Battista che pure lo aveva battezzato nelle acque del Giordano e al quale era
stato rivelato: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono
compiaciuto» (Mt3,17).
Gesù
è mistero, cioè evento umano che porta in sé il divino, per definizione
incontenibile nella mente umana, tanto che solo quando Egli si sarà
definitivamente manifestato «… lo vedremo così come egli
è» (1 Gv
3, 2). Per questo Gesù alla domanda di Giovanni: «Sei tu colui che deve
venire o dobbiamo aspettare un altro?», non può che rinviarlo alla lettura dei
suoi gesti, delle sue guarigioni, di quei segni che da una parte confermano le
attese dei profeti, e dall’altro proclamano la beatitudine di chi non si
scandalizza di lui, di chi proprio come il Battista è disposto a pagare di
persona la fedeltà alla verità.
giovedì 12 dicembre 2013
La vera salute ancora oggi è liberarci dal male
Nella
mia missione "archeologica", alla ricerca delle parole perdute, a metà
strada tra Champollion e Indiana Jones, è una piccola fortuna il fatto
di insegnare in un liceo classico. Così quando ho scoperto che la parola salvezza era evaporata all'orizzonte, non mi sono rassegnato alla
perdita e ho rilanciato puntando sull'etimologia chiedendo ai ragazzi di
III liceo (cioè dell'ultimo anno, secondo la vecchia articolazione con
il ginnasio al biennio, ma "ginnasio" è ormai un'altra parola destinata
all'estinzione): «Come si dice salvezza in latino?». Pronta la risposta,
sono bravi, in latino: «Salus, salutis, della terza declinazione»,
Martina brucia sul tempo gli altri.
«Ma non vuol dire anche salute?»,
chiede saputella Serena. Ecco, spiegando che salus ha due significati ma
il primo e più importante è "salvezza", mi sono reso conto che non
tutte le parole del lessico religioso sono andate perdute: alcune si
sono perse ma solo perché sono state sostituite. È questo il caso di
salvezza, che oggi appare parola antica, priva di senso (da che cosa ci
dovremmo salvare?) e che ha lasciato il posto al "nuovo dio" che ha
soppiantato l'antico: il dio salute.
lunedì 9 dicembre 2013
Il Ritiro di Natale: "Andiamo a vedere il Signore!"
di Emanuela Mori
Perché vale la pena partecipare
al Ritiro di Natale? Per fare una scelta convinta vogliamo conoscere, sapere:
sapere se ciò che scegliamo ci invita, ci chiama, se tocca il nostro cuore, se
è veramente bello. Se ne vale la pena. E come posso io aiutarvi
in questo? Non ho ricette né soluzioni, ma posso raccontarvi la mia esperienza.
Il Ritiro di Natale è per noi
ragazzi della PGV (Pastorale Giovanile-Vocazionale) uno dei momenti più
importanti dell'anno: “ricarichiamo le batterie spirituali” e pieni di gioia
siamo pronti per tornare ai posti di combattimento! Molti amici ci hanno
chiesto: “ma perché siete così sereni e felici al rientro dalle vacanze? Le
vacanze sono appena finite!!!” Eh, no... perché con Gesù nel cuore la vita è
diversa. Provare per credere.
venerdì 6 dicembre 2013
Una grazia non meritata
di fra Damiano Angelucci
Dal Vangelo secondo Luca (1, 26 – 38) - II Domenica di Avvento
Dal Vangelo secondo Luca (1, 26 – 38) - II Domenica di Avvento
Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu
mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a
una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe.
La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti
saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole
ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo
le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco
concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà
grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di
Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e
il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l'angelo partì da lei.
Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l'angelo partì da lei.
COMMENTO
La seconda Domenica di
Avvento cede il passo alla Solennità dell’Immacolata Concezione. Se il Vangelo
di quella ci avrebbe posto dinanzi la figura di Giovanni Battista, uomo zelante
e annunciatore zelante dell’inaugurazione del Regno di Dio, il Vangelo di
questa Festa mariana ci propone a modello la persona di Maria, personaggio
altrettanto forte e determinato, sebbene solo apparentemente più discreto.
Il
Vangelo di Luca di fatto si apre con il racconto di due annunciazioni. La prima
rivolta a Zaccaria, uomo giusto, che con sua moglie Elisabetta osservava
irreprensibile la legge e le prescrizioni del Signore ( cfr Lc 1, 6 ) e che
stava officiando nel tempio del Signore, luogo sacro per eccellenza. La seconda
rivolta a Maria, promessa sposa di uomo della casa di Davide, chiamato
Giuseppe, che viveva in una regione crocevia di diverse etnie e quindi abitata
da molti pagani. Zaccaria esita e dubita che il Signore possa esaudire ciò che
tuttavia lui e sua moglie ormai da tempo avevano chiesto: il dono di un figlio.
Maria non esita a credere al dono di un figlio dono dello Spirito, non solo
impossibile sul piano della natura dato che non conosceva uomo, ma anche
inatteso e oltre le sue aspettative.
mercoledì 4 dicembre 2013
Guillebaud: sentivo l'esigenza di confrontarmi con l'enigma del male.
Il giornalista ed editore Jean-Claude Guillebaud ci racconta la sua storia di conversione. Nato nel 1944 ad Algeri, è un giornalista e saggista francese. Grazie alla vicinanza con pensatori cristiani come René Girard, si è riavvicinato al Cristianesimo attraverso un lavoro culturale di rilettura della Tradizione, dell'esperienza e del pensiero cristiano come chiave decisiva per comprendere le mutazioni del tempo presente.
«Il contrario del peccato non è la virtù, bensì la fede! È
vero che ritrovare delle convinzioni cristiane non è sufficiente per
considerarsi tali, ridiventare cristiano implica qualcosa di più personale e io
penso che la mia vita sia cambiato proprio da questo punto di vista.
Ho avuto la sensazione di essere come un bambino che ritorna
a casa, che ritrova la sua abitazione. Per un po’ mi sentivo in questa
situazione imbarazzante. Conoscete la parabola del figliol prodigo? Un uomo che
ritorna nella propria casa e dimostra una sorta di ingenuità. Non ricorda più
la bellezza dei mobili della sua casa e se ne meraviglia. Io mi sentivo in
questo stato. Avevo riscoperto e riletto le scritture dei Padri della Chiesa e
me ne sorprendevo, e ai cristiani che mi invitavano a tenere delle conferenze ripetevo
quanto non si rendessero conto di essere seduti sopra un tesoro e sentivo che
si trattava di una ricchezza, stupendomi che alcuni di loro avessero perso l’abitudine
di meravigliarsi.
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